Archivio di agosto 2007
IL TAO DEL CINQUINO OVVERO LO ZEN E L ‘ ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA FIAT

Ma ora bando alle malinconie…….Vi darò ben 6 motivi (che ne riassumono 155) per continuare ad usare, per riacquistare se non ce l’avete più , per portarla dal meccanico se l’avete abbandonata in un vecchio garage,per ripulirla dallo sterco se l’avete usata come pollaio fino a ieri,per ritirarla subito se l’avete mandata alla rottamazione, prima che diventi una orribile polpetta di latta la grande, mitica ,storica, fiat 500 .Questo elenco approssimativo è stato stilato in base alle mie modeste esperienze di attuale Cinquinista, nata nel 1960 , figlia del boom economico di cui devo dire io e la mia famiglia sentimmo un debolissima eco……..appena un OOOOOM: · E’VERSATILE:diventa a seconda delle esigenze: un comodissimo fuoristrada, altro che SUV!, una parcheggiabilissima city car, riesci a sistemarla nei posti riservati alle moto,svicola nel traffico intenso e intensissimo, puoi divertirti a zigzagare quanto vuoi, inserendoti nei più piccoli varchi, inoltre gli altri automobilisti invece di incazzarsi si divertono, così mi è sembrato. Inoltre la sua modesta velocità massima è più che sufficiente per camminare in città senza mai superare i limiti di velocità, quindi niente più paura degli autovelox, ma la cosa più bella è che non dovete usare le cinture di sicurezza, non chiedetemi perché ma per motivi legati all’età di immatricolazione non solo non sono obbligatorie ma addirittura potrebbero multarvi perché ve le siete messe! Non è il massimo che si può avere dalla nostra vita di automobilisti?Inoltre si paga un bollo quasi ridicolo in quanto è auto d’epoca, non parliamo poi dell’assicurazione che fa veramente sognare, potete arrivare a spendere solo 100 euro all’anno.· I costi di manutenzione sono ridicoli ma frequenti, inoltre dovete andare a cercare meccanici specializzati in cinquini, devono avere almeno 50 anni e vi accoglieranno a braccia aperte e cominceranno a raccontarvi: “ Anch’io ce l’avevo nel 1968, 1969,1970,e………………” cominciano a commuoversi , vi aggiustano quello che si era rotto e poi ..” Vabbè…….dammi 30 euro, se non ce l’hai non fa niente, dai me li porti domani, ma lascia perdere…” Tutti hanno un cuore!!!!! Non parliamo poi degli elettrauto, piangono a catinelle, piango pure io di fronte alla semplicità e alla perfezione dell’impianto elettrico così povero ma capace di tirare avanti per quaranta, cinquanta anni con onore. · Non ha bisogno di aria condizionata, né di riscaldamento perché il cinquinista è spartano e stoico , si tiene la temperatura che fa, d’estate l’auto è fresca se apri tutti i finestrini possibili, anzi entra tanto di quel vento che di solito ti fa volare il biglietto dell’autostrada e questo non è bello, ve l’assicuro, però è un fatto inevitabile e il cinquinista è anche fatalista. D’inverno si riscalda solo quando siete già arrivati a destinazione, però riesce ad arrivare proprio prima di farvi asfissiare, specialmente se state fumando a finestrini chiusi (se tenete aperto sempre almeno un triangolino laterale!!!)· La polizia non vi fermerà mai , perché le forze dell’ordine sanno che una volta che vi sarete sottoposti ad un controllo vi dovrà fare un verbale infinito, visto che il cinquinista di solito è un inguaribile fuorilegge, forse perché sente che quello che conta non sono le leggi ma la libertà , sempre nel rispetto del diritto alla sopravvivenza degli altri(automobilisti)

· Potete fare un pieno a cuor leggero con 20 euro, sentirete puzza di benzina per qualche tempo perché avete esagerato e camminerete per una settimana facendo anche
………. Infine la sigaretta fumata con le gambe piegate con i piedi sul cruscotto , sdraiati sui sedili abbassati, con la cappottina aperta d’estate a fissare le stelle e la luna o le fronde degli alberi rimane nel cuore di milioni di italiani, molti dei quali sicuramente concepiti nella mitica , storica , indimenticabile fiat 500.
Tiziana Attili
IL TAO DEL CINQUINO OVVERO LO ZEN E L ‘ ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA FIAT
Il cinquino o Fiat 500 arcaica ha una sua filosofia di vita e di guida, esprime un’ epoca, una nostalgia profonda per un’Italia arruffona e preistorica, l’Italia della grattachecca all’amarena e della “spuma”(la primitiva gassosa), del boom demografico e delle vacanze che svuotavano le città da giugno a settembre compreso, che ti facevano contare le rare macchine di passaggio il 15 luglioa piazza Sempione (una bellissima piazza della periferia romana), e ti sognavi la fetta di cocomero come un lusso inaspettato, ascoltavi dalle finestre aperte “Azzurro” , non vedevi l’ora di tornare a scuola il primo d’ottobre dopo quattro mesi di stupendo ozio ormai degenerato in noia, dopo essere andata a trovare con i tuoi genitori tutti i parenti possibili e immaginabili, soprattutto quelli che ti ospitavano senza fare troppe storie in case modeste al mare o in campagna, nel mio caso Santa Marinella e un paesino stupendo dell’Umbria nascosto fra le colline che nessuno conosce ed è meglio così..Era l’Italia della tv in bianco e nero, dell’intervallo e delle trasmissioni momentaneamente sospese, dei tecnici televisivi che ti venivano a casa e ti cambiavano le valvole del televisore e quello per miracolo ricominciava a vivere.I rari film presentati da Gian Luigi Rondi che a pensarci bene ti sembra un simpaticone tanto allora era odioso, quando finiva di parlare e iniziava il film tutti a casa tiravamo un sospiro di sollievo e partiva anche qualche mavaff., i cicli su Newman, Brando e tanti altri, le guerre dei mondi, le invasioni degli ultracorpi, il carotone, blob e il mio film preferito “Il villaggio dei dannati”, la mia visione attuale della scuola, con quel finale commovente, quell’eroico professore …….. L’Italia dei detersivi e dell’uomo in ammollo, che era un vero musicista e io non ci potevo credere, Calimero e il Merendero, Carosello e tutti a letto, le Canzonissime e l’Erba di casa mia,. L’Italia dei portieri e delle cameriere umbre o marchigiane, dei signori e delle servette, delle segretarie e dei capouffici alla Carotenuto, Il Sud che si spostava al Nord e le dispute tra terroni e polentoni,








