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30 Novembre 2007

Ginkgo biloba

Il ginkgo biloba è l’unico rappresentante vivente della Classe delle Ginkgoinae, costituisce un vero e proprio fossile vivente, appartenente ad un gruppo  che raggiunse lo zenith nel Giurassico.

 Il Ginkgo è un albero che può raggiungere e superare i 30 m di altezza.  Da tempo immemorabile è coltivato nei giardini dei templi in Cina e Giappone tantochè, in questi paesi, è considerato un albero sacro.  Importato in Europa nel 18° secolo , attualmente popola parchi e orti botanici.

È  una pianta che mostra un’elevata resistenza alla siccità, al freddo (-35 °C) ed è in grado di resistere all’inquinamento atmosferico.

È una pianta dioica , ovvero porta fiori maschili e femminili su individui distinti.

Nome scientifico  Ginkgo biloba L.

Famiglia Ginkgoaceae

Ordine Ginkgoales

Classe Ginkgoinae

Subphylum Gymnospermae

Phylum Spermatophyta

Parti utilizzate: foglie

Principi attivi: flavonoidi e diterpeni; un dipterpene presente, il gingkolide B  interviene nell’inibizione dell’aggregazione piastrinica. I flavonoidi aumentano la resistenza dei capillari ed esplicano azione antiradicalica. Accanto a queste attività i flavonoidi manifestano azione aninfiammatoria ed ipocolesterolemizzante. 

Attività biologiche:  aumento vascolarizzazione dei tessuti, azione antiradicalica.

Impiego in fitoterapia:  insufficienza circolatoria cerebrale; arteriopatia degli arti inferiori; asma bronchiale

Effetti secondari: rari caratterizzati da turbe digestive minori. Sconsigliato l’uso se in concomitanza si assumono anticoagulanti.

Curiosità: il nome Ginkgo sarebbe un errore di ortografia; la corretta traduzione dei caratteri cinesi  (銀杏 yinxìng “albicocca d’argento”) usati per indicare questa pianta è Gynkyo   . L’errore fu del botanico Kaempfler nel 1712 ed è stato perpetuato ufficialmente da Linneo che nel 1771 adottò il nome.

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