Ginkgo biloba
Il ginkgo biloba è l’unico rappresentante vivente della Classe delle Ginkgoinae, costituisce un vero e proprio fossile vivente, appartenente ad un gruppo che raggiunse lo zenith nel Giurassico.

Il Ginkgo è un albero che può raggiungere e superare i 30 m di altezza. Da tempo immemorabile è coltivato nei giardini dei templi in Cina e Giappone tantochè, in questi paesi, è considerato un albero sacro. Importato in Europa nel 18° secolo , attualmente popola parchi e orti botanici.
È una pianta che mostra un’elevata resistenza alla siccità, al freddo (-35 °C) ed è in grado di resistere all’inquinamento atmosferico.
È una pianta dioica , ovvero porta fiori maschili e femminili su individui distinti.
Nome scientifico Ginkgo biloba L.
Famiglia Ginkgoaceae
Ordine Ginkgoales
Classe Ginkgoinae
Subphylum Gymnospermae
Phylum Spermatophyta
Parti utilizzate: foglie
Principi attivi: flavonoidi e diterpeni; un dipterpene presente, il gingkolide B interviene nell’inibizione dell’aggregazione piastrinica. I flavonoidi aumentano la resistenza dei capillari ed esplicano azione antiradicalica. Accanto a queste attività i flavonoidi manifestano azione aninfiammatoria ed ipocolesterolemizzante.
Attività biologiche: aumento vascolarizzazione dei tessuti, azione antiradicalica.
Impiego in fitoterapia: insufficienza circolatoria cerebrale; arteriopatia degli arti inferiori; asma bronchiale
Effetti secondari: rari caratterizzati da turbe digestive minori. Sconsigliato l’uso se in concomitanza si assumono anticoagulanti.
Curiosità: il nome Ginkgo sarebbe un errore di ortografia; la corretta traduzione dei caratteri cinesi (銀杏 yinxìng “albicocca d’argento”) usati per indicare questa pianta è Gynkyo . L’errore fu del botanico Kaempfler nel 1712 ed è stato perpetuato ufficialmente da Linneo che nel 1771 adottò il nome.
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