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Tra le ridenti località della penisola italica possiamo annoverare “la valle del Sacco” così descritta su Wikipedia:

La Valle Latina o valle del Sacco è una regione del Lazio meridionale, situata in massima parte nella provincia di Frosinone, e per un breve tratto in quella di Roma.

È compresa tra i Monti Ernici ed i Monti Lepini ed è attraversata dal fiume Sacco. Al suo interno sorgono numerose città tra cui la principale è Frosinone. Altri comuni: Anagni, Alatri, Ceccano, Ceprano, Ferentino,(Morolo),(Supino),(Patrica).

Secondo l’enciclopedia U.T.E.T è il nome geografico proprio del territorio comunemente denominato Ciociaria.

Ma pochi sanno che negli ultimi anni in questa regione l’ha fatta da padrone il betaesaclorocicloesano

Prima di leggere l’articolo vi consiglio di prendere visione dell’articolo postato nel seguente link datato 31 marzo 2007:

Avanti Pop


Fonte Il Messaggero

Il 55% delle persone sottoposte ad analisi è risultato contaminato betaesaclorocicloesano e per tutta la vita dovrà convivere con la sostanza inquinante derivante dalla produzione del lindano, il potente insetticida prodotto a Colleferro negli anni Ottanta.
E’ quanto è emerso ieri durante l’audizione in Commissione Sanità del responsabile del dipartimento epidemiologico della Asl Rm E. Dopo l’indagine a campione è stato già deciso che i controlli sanitari saranno estesi a tutti coloro che risiedono a ridosso del fiume Sacco nei sette Comuni che rientrano nella competenza del commissariato per la Valle del Sacco.

«Finora – ha spiegato il responsabile del Dipartimento, Carlo Perucci – abbiamo condotto test su 246 persone (delle 440 individuate e contattate) ma ne restano da analizzare almeno altre 700, che consideriamo ugualmente esposte al rischio. Secondo le nostre proiezioni, il 55% dei casi trattati dovrebbe risultare contaminato e in maniera praticamente irreversibile, dal momento che il beta esaclorocicloesano ha vita lunga, è solubile nei grassi, sembra ormai entrato nel ciclo alimentare e non viene metabolizzato dal corpo umano».

Un quadro molto preoccupante, è stato riferito in commissione, che prefigura un disastro ambientale non circoscrivibile alle sole sponde del fiume anche perché – spiegano i tecnici – sono gli effetti della catena alimentare che degenerano il problema. Il betaesaclorociclosano infatti è un contaminante che va in assimilazione ed è persistente. E, dunque, dopo aver mangiato per anni prodotti coltivati lungo le sponde, o bevuto il latte e mangiato la carne di allevamenti che utilizzavano foraggio coltivato lungo il fiume, sono potenzialmente moltissimi i cittadini che rischiano di essere rimasti contaminati.

Secondo la letteratura scientifica – è stato spiegato ieri in commissione – sia negli uomini sia negli animali il principale bersaglio di un’esposizione acuta è il sistema nervoso. Inoltre, molti studi correlano l’esposizione al beta esaclorocicloesano con l’insorgenza di diabete e con problemi alla funzionalità della tiroide e dell’apparato riproduttivo. Alla fine la commissione Sanità ha deciso di indire una riunione congiunta delle tre commissioni direttamente interessate (sanità, ambiente ed agricoltura) alla presenza dei rispettivi assessori e del commissario per la sanità, con l’intervento del commissario speciale per la valle del Sacco e di rappresentanti dell’Arpa. (Fonte: IlMessaggero)

Sportello informativo alla Asl di Frosinone
«Le persone risultate contaminate – spiega in una nota la presidenza della Regione – verranno adeguatamente seguite dal sistema sanitario regionale. Verrà istituito uno sportello informativo presso le Asl Rm/G e di Frosinone e saranno previsti incontri con i medici di base dell’area per fornire informazioni continue ed aggiornate sul livello di contaminazione del territorio e per attivare un ambulatorio centralizzato capace di favorire controlli periodici della popolazione con risposte e controlli a livello individuale».

Il programma epidemiologico sarà presentato venerdì presso la sede della Provincia di Frosinone e il 22 gennaio presso il Comune di Segni. Ieri in Commisione Sanità il capogruppo del Pdl, Alfredo Pallone, ha proposto «che venga prevista l’esenzione totale dal ticket per tutti coloro ai quali sono state già riscontrate queste patologie: le istituzioni hanno il dovere prima di tutto di pensare ai cittadini che, loro malgrado, hanno la sola colpa di vivere in un territorio così devastato negli anni». «Ma la Regione non può pensare di affrontare il disastro che si è abbattuto sulla popolazione della Valle del Sacco solo con l’esenzione dei ticket sanitari o con gli sportelli informativi: servono misure in grado di risolvere definitivamente l’emergenza sanitaria, ambientale e agricola», ha replicato il capogruppo del Prc in consiglio regionale, Ivano Peduzzi.

Quanto alle ipotesi per il futuro, Alfredo Pallone ha proposto «l’istituzione di un distretto energetico no food nella Valle del Sacco. Nonostante l’Unione europea abbia bocciato la parte del Psr riguardante i distretti energetici, questa è l’unica alternativa valida per non andare incontro alla desertificazione di questo territorio». Una proposta che collima con quanto il commissariato sta facendo con la piantumazione di circa 120 ettari di pioppeti destinati alla produzione di biomasse per alimentare centrali elettriche.

Fonte Il Messaggero

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