13 dicembre 2009 giornata cohousing
Fonte: fiorigialli.it
Il Bioquartiere vuole favorire lo scambio socioculturale e umano tra chi vende e chi acquista. Veicola tradizioni, conoscenze ed eticità che nel commercio tradizionale non trovanoriscontro.
Il Bioquartiere favorisce un sistema centrato sul territorio, si riducono i costi di produzione dipendenti dai trasporti e dalle pubblicità, maggiori risorse sono destinate alla qualità dei prodotti, più netta è la differenza fra bisogni reali e bisogni indotti, si paga il giusto prezzo per prodotti di qualità ambientale ed etica.
Il Bioquartiere è privilegia la conoscenza di un’economia solidale, attivando un processo di interrelazioi basate sul patrimonio locale. E’ favorito un rapporto diretto fra produttori e consumatori locali, consolidando il legame fra il territorio e chi lo abita e favorendo l’economia delle aziende di piccole e medie dimensioni.
Cohousing è un termine che definisce gl’insediamenti abitativi composti da abitazioni private corredate da ampi spazi (coperti e scoperti) destinati all’uso comune tra i cohousers. Tra i servizi di uso comune vi possono essere cucine, spazi per gli ospiti, laboratori per il fai da te, spazi ludici per i bambini, palestra, piscina, internet-cafè, biblioteca e sala multimediale.
In genere un progetto di cohousing comprende dalle 20 alle 40 famiglie conviventi come una comunità di vicinato (vicinato elettivo). Le famiglie gestiscono gli spazi comuni collettivamente ottenendo significativi risparmi economici e benefici di tipo ecologico e sociale. Il cohousing è nato in Danimarca alla fine degli anni ’60, da allora vi è stata una progressiva diffusione negli USA e nel resto dell’Europa. Il cohousing rappresenta una strategia di sostenibilità: se da una parte , la progettazione partecipata e la condivisione di spazi, attrezzature e risorsefavorisce la socializzazione e la mutualità tra gli individui, dall’altra questa pratica favorisce il risparmio energetico riducendo l’impatto ambientale di queste comunità.









