Per stabilire come si cucina una vera pizza ci pensa l’UE conil decreto delle Politiche agricole del 5 febbraio (in «Gazzetta Ufficiale» n. 38 del 16 febbraio) a dettare le regole.
I locali che prepareranno la pizza secondo i regolamenti dell’Unione Europea potranno esporre il logo concepito dall’UE e la sigla Stg (Specialità Tradizionale Garantita).
Fin qui niente da eccepire ma cosa hanno escogitato i burocrati di Bruxelles affinchè una pizza sia proprio una pizza.
- Il forno a legna deve raggiungere una temperatura di cottura a 485° (naturalmente è necessaria una verifica ispettiva)
- I pomodorini o i pelati non necessariamente devno essere italiani.
- La mozzarella deve essere vaccina Stg (la fanno anche ad Asiago) o Bufala Dop.
Ora arrivano le dolenti note, ehehehehehehe …
- la mozzarella deve essere fusa in superficie.
- aglio e basilico non bruciati ma profumati.
- pomodoro denso e consistente.
- cornicione rialzato di 1-2 centimentri e dorato.
- spessore al centro tra 0,36 a 0,44 centimetri.
- verifica della corretta temperatura degli ingredienti all’uscita dal forno: pasta a 60-65°, pomodoro a 75-80°, olio a 75-85°, mozzarella a 65-70°.







