L’allarme di lavori non tenuti sotto controllo dagli enti locali proprietari degli edifici, emerge da una valutazione fatta dopo il terremoto in Abruzzo e dai resoconti del “Rapporto sulle Ecomafie” di Legambiente.Il primo caso è rappresentato dal tragico esempio della Casa dello Studente dell’Aquila, equiparabile per valore sociale ed educativo ad un servizio scolastico: l’edificio è crollato perché mal costruito, mancavano alcune condizioni strutturali. Un caso che muove interrogativi su chi doveva controllare che questo non accadesse.Il secondo caso sottolinea di come gli appalti legati alla costruzione e manutenzione delle scuole sono appetibili dalla malavita: per la costruzione dell’Istituto Superiore Comprensivo “Euclide” di Bova, appaltato dalla provincia di Reggio Calabria e affidato ad una ditta con implicazioni mafiose, in una intercettazione telefonica uno degli imprenditori invita il titolare dell’impresa di calcestruzzo a mettere meno cemento e più sabbia nell’impasto. Sempre in Calabria, una partita di scorie tossiche, è smaltita illegalmente e finisce a Crotone nell’impasto del manto stradale dei cortili di tre scuole della provincia, a cui sono stati immediatamente messi i sigilli.Anche questo accade nel nostro Paese e le Amministrazioni devono essere coscienti che solo gare di appalto controllate e verificate dal punto di vista della legalità possono garantire la vera sicurezza delle nostre scuole.










Un dubbio cattivo…ma non è che il politico dell’inizio del filmato di Enna c’ha veramente un figlio in una di quelle scuole?Ormai non spero più in nessuno. Qualcuno mi dica che sbaglio!!!!