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14 novembre 2009 “Giornata mondiale del diabete”

 

La Giornata del Diabete, che si celebra in tutto il mondo il , è la principale campagna mondiale per la prevenzione del diabete, istituita nel 1991 dalla International Diabetes Federation (IDF) e dalla World Health Organization (OMS).

In Italia, è organizzata dal consorzio Diabete Italia assieme alle associazioni dei pazienti e con la partecipazione volontaria di medici, infermieri e altri operatori sanitari. La Giornata del Diabete ha il patrocinio del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali.

Epidemiologia del diabete mellito

La patologia diabetica presenta una tendenza, in tutti i paesi industrializzati, ad un aumento sia dell’incidenza sia della prevalenza.
L’accresciuta prevalenza nel mondo del diabete tipo 2, soprattutto legata all’aumento del benessere ed allo stile di vita, ha portato l’OMS a parlare di “epidemia”. Stime e proiezionirelative al periodo 1994-2010 indicano la triplicazione a livello mondiale dei casi di diabete mellito tipo 2. Per l’Europa Occidentale è stato previsto un aumento dei casi di diabete mellito tipo 2 del 27.5% dal 1994 al 2000 e del 54.9% dal 1994 al 2010. Il numero dei diabetici negli Stati Uniti (dove il diabete rappresenta la settima causa di morte) è salito da 1.6 milioni nel 1958 ad 8 milioni nel 1995, mentre in Italia la prevalenza è aumentata dal 2,5% (negli anni ’70) all’attuale 4-4,5%.
Anche per il diabete tipo 1 molti dati epidemiologici evidenziano un aumento dell’incidenza (circa il raddoppio per ogni generazione in taluni casi). Per l’Europa occidentale è stato previsto un aumento dei casi di diabete tipo 1 del 18.3% dal 1994 al 2000 e del 36% dal 1994 al 2010

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11 ottobre 2009: Giornata Nazionale dedicate alle persone con sindrome Down

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10 ottobre 2009 “Obesity Day”

 

 

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V GIORNATA MONDIALE DELL’ICTUS CEREBRALE

Roma, 26 Ottobre 2009 – “Stroke – What can I do?”, ovvero “Ictus, cosa posso fare io?”. È questo il messaggio della V Giornata Mondiale dell’Ictus cerebrale, che si svolgerà in tutto il mondo il 29 ottobre.

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Durante il viaggio, sul Boeing 777 dell’Alitalia il Pontefice si è intrattenuto con la stampa, affrontando uno dei temi chiave del suo viaggio nel continente africano: la piaga dell’Aids. «L’epidemia di Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi – ha detto Benedetto XVI – che, anzi aumentano i problemi. L’unica strada efficace è quella di un rinnovo spirituale e umano nella sessualità. Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari».
Fonte: “Il Messaggero”

Non riesco ad  immaginare quali siano problemi paventati dal Pontefice che possano aggravare le ormai precarie condizioni del continente africano. Di una cosa possiamo essere certi: il numero di vite umane che possono,, che potevano e che potranno essere salvate sarebbero veramente tante!!!

CARTA CANTA!!!

Decessi correlati all’infezione da HIV

 	 HIV/AIDS Deaths

HIV/AIDS Deaths

Prevalenza dell’infezione da HIV

 	 HIV Prevalence

HIV Prevalence

Ricordate quando l’onorevole (!?!) Francesco Rutelli invitava  i potenziali turisti anglofoni a visitare il nostro paese?

Immagine anteprima YouTube

Tra le ridenti località della penisola italica possiamo annoverare “la valle del Sacco” così descritta su Wikipedia:

La Valle Latina o valle del Sacco è una regione del Lazio meridionale, situata in massima parte nella provincia di Frosinone, e per un breve tratto in quella di Roma.

È compresa tra i Monti Ernici ed i Monti Lepini ed è attraversata dal fiume Sacco. Al suo interno sorgono numerose città tra cui la principale è Frosinone. Altri comuni: Anagni, Alatri, Ceccano, Ceprano, Ferentino,(Morolo),(Supino),(Patrica).

Secondo l’enciclopedia U.T.E.T è il nome geografico proprio del territorio comunemente denominato Ciociaria.

Ma pochi sanno che negli ultimi anni in questa regione l’ha fatta da padrone il betaesaclorocicloesano

Prima di leggere l’articolo vi consiglio di prendere visione dell’articolo postato nel seguente link datato 31 marzo 2007:

Avanti Pop

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Dal nuovo rapporto del Commonwealth Fund

sono 72 milioni gli americani – USA – in età lavorativa che hanno difficoltà nel pagare i debiti di tipo sanitario.

Tra il 2005 e il 2007 la percentuale di chi ha dovuto “arrangiarsi” per pagare il conto delle spese mediche è passata dal 34% al 41%. A questi vanno aggiunti 7 milioni di americani sopra i 65 anni.

Alla base del fenomeno ci sarebbero le non buone condizioni ( eufemismo ehehehe …) dell’economia USA: l’aumento dei combustibili e del cibo, la svalutazione delle case e del denaro.

A essere coolpite in maggior misura sarebbero le famiglie con redditi medio/bassi, che a causa d’interventi medici non coperti dalle loro assicurazioni sono costrette ad attingere i risparmi di una vita di lavoro.

Le strategie adottate dall’attuale governo della Repubblica italiana in fatto di welfare, sanità e politica economica favorirebbero la sanità privata a discapito di quella pubblica …

Mi verrebbe da ridere se non fosse una cosa seria, se fossimo un Paese normale, parafrasando un politico ex Presidente del consiglio dei ministri, …

Mi verrebbe da ridere, ci provo ma non ci riesco.

schel 

1) L’ANTEFATTO:  da diversi anni soffro di ernia del disco a carico delle vertebre cervicali; dolori a parte e danni alla muscolatura dell’arto superiore Sx ho tirato avanti tra,  fisioterapia, antidolorifici vari (dal nimesulide al toradol) e miorilassanti. La scorsa settimana ho iniziato ad avvertire formicolio al braccio Dx con perdita della sensibilità al pollice Dx … Penso siamo vicini al “gran passo”: l’intervento chirurgico!!!

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Leggendo un articolo pubblicato sul Venerdì di Repubblica,  si scopre che: 

Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento. Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale PubMed che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori /inceneritori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali.  Questa molecola deve la sua micidiale azione alla capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali. (da Venerdì di Repubblica)

Diossina

Viel JF, Clément MC, Hägi M, Grandjean S, Challier B, Danzon A.

CNRS no 6249 Chrono-Environment, Faculty of Medicine, 2, place Saint Jacques, 25030 Besançon cedex, France. jean-francois.viel@univ-fcomte.fr

BACKGROUND: To date, few epidemiologic studies have examined the relationship between environmental PCDD/F exposure and breast cancer in human populations. Dioxin emissions from municipal solid waste incinerators (MSWIs) are one of the major sources of environmental dioxins and are therefore an exposure source of public concern. The purpose of this study was to examine the association between dioxins emitted from a polluting MSWI and invasive breast cancer risk among women residing in the area under direct influence of the facility. METHODS: We compared 434 incident cases of invasive breast cancer diagnosed between 1996 and 2002, and 2170 controls randomly selected from the 1999 population census. A validated dispersion model was used as a proxy for dioxin exposure, yielding four exposure categories. The latter were linked to individual places of residence, using Geographic Information System technology. RESULTS: The age distribution at diagnosis for all cases combined showed a bimodal pattern with incidence peaks near 50 and 70 years old. This prompted us to run models separately for women aged 20-59 years, and women aged 60 years or older. Among women younger than 60 years old, no increased or decreased risk was found for any dioxin exposure category. Conversely, women over 60 years old living in the highest exposed zone were 0.31 time less likely (95% confidence interval, 0.08-0.89) to develop invasive breast cancer. CONCLUSION: Before speculating that this decreased risk reflects a dioxin anti-estrogenic activity with greater effect on late-onset acquired breast cancer, some residual confounding must be envisaged.

PMID: 18226215 [PubMed - indexed for MEDLINE]

PMCID: PMC2267447

Floret N, Mauny F, Challier B, Arveux P, Cahn JY, Viel JF.

Department of Public Health, Biostatistics and Epidemiology Unit, Faculty of Medicine, Besançon, France.

BACKGROUND: It is not clear whether low environmental doses of dioxin affect the general population. We previously detected a cluster of patients with non-Hodgkin lymphoma around a French municipal solid waste incinerator with high dioxin emissions. To explore the environmental route suggested by these findings, we carried out a population-based case-control study in the same area. METHODS: We compared 222 incident cases of non-Hodgkin lymphoma diagnosed between 1980 and 1995 and controls randomly selected from the 1990 population census, using a 10-to-1 match. Dioxin ground-level concentrations were modeled with a second-generation Gaussian-type dispersion model, yielding four dioxin exposure categories. The latter were linked to individual places of residence, using Geographic Information System technology. RESULTS: The risk of developing non-Hodgkin lymphoma was 2.3 times higher (95% confidence interval = 1.4-3.8) among individuals living in the area with the highest dioxin concentration than among those living in the area with the lowest dioxin concentration. No increased risk was found for the intermediate dioxin exposure categories. Adjustment for a wide range of socioeconomic characteristics at the block group level did not alter the results. CONCLUSION: Although emissions from incinerators are usually not regarded as an important source of exposure to dioxins compared with other background sources, our findings support the hypothesis that environmental dioxins increase the risk of non-Hodgkin lymphoma among the population living in the vicinity of a municipal solid waste incinerator.

PMID: 12843761 [PubMed - indexed for MEDLINE]

Il ginkgo biloba è l’unico rappresentante vivente della Classe delle Ginkgoinae, costituisce un vero e proprio fossile vivente, appartenente ad un gruppo  che raggiunse lo zenith nel Giurassico.

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Il suo nome significa rosa maris, rosa del mare, è un arbusto che cresce spontaneo nelle coste del mediterraneo. Il suo odore è intenso ed  evocativo, nel medioevo coltivare rosmarino era di buon auspicio: si riteneva che il profumo contenesse l’anima della Terra.

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