Articoli marcati con tag ‘diritti’
La violenza degli uomini sulle donne è un fenomeno esteso, spesso nascosto e sottostimato, che colpisce donne di ogni età, etnia e classe sociale e che si consuma prevalentemente tra le mura domestiche.
Da mesi in Parlamento è in discussione il DDL Aprea che prevede la trasformazione delle istituzioni scolastiche in fondazioni di diritto privato; * sostituisce il Consiglio di Istituto con un Consiglio di Amministrazione; * modifica lo stato giuridico dei docenti, che saranno iscritti in albi regionali; * modifica il sistema di reclutamento dei docenti, affidandolo alle singole istituzioni scolastiche; * cancella la rappresentanza sindacale dei docenti: niente più R.S.U. di istituto.
Fonte: http://www.youtube.com/user/coordIIIottobre
… ovvero ho l’impressione che occorre ricordare che, affinchè i nostri diritti – senza dimenticare i doveri -non vengano calpestati da coloro che dovrebbero tutelarli, che la NOSTRA costituzione AFFERMA:
Costituzione della Repubblica italiana
PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 21
Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente
il proprio pensiero con la parola, lo scritto e
ogni altro mezzo di diffusione.
Qualche giorno fa era stata prospettata la possibilità di una campagna a favore dell’ateismo pubblicizzata su due autobus autobus pubblici a Genova, analogamente a quanto è stato fatto in alcune città dell Unione europea e negli USA
Campagna che ha suscitato in Italia polemiche …

Il metodo non può aprire da solo la via del successo se noi non impariamo anche a scoprire l’esistenza dei problemi ed a formularne gli enunciati in modo corretto.
Quando in un certo tempo di ricerca noi troviamo che non c’è più nulla da fare perchè tutto è ormai stato fatto, è proprio allora che la nostra impreparazione e la nostra ignoranza si rivelano nel più chiaro dei modi.
da “Le radiazioni e i loro effetti” Mario Ageno
Boringhieri Torino
1962
non riesco a credere quanto ho letto.
Siamo veramente alla frutta, ma quella MARCIA!!!
Dall’intervista rilasciata dal senatore Francesco Cossiga al quotidiano La Nazione.
Domanda – Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
Risposta – Dipende, se ritiene d’essere il Presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitico PCI ma l’evanescente PD, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia.
D – Quali fatti dovrebbero seguire?
R – Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero Ministro dell’interno.
D – Ossia?
R – In primo luogo, lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…
D – Gli universitari, invece?
R – Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.
D – Nel senso che…
R – Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.
D – Anche i docenti?
R – Soprattutto i docenti.
D – Presidente, il suo è un paradosso, no?
R – Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!
D – E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? In Italia torna il fascismo, direbbero.
R – Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio.
D – Quale incendio?
R – Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese.
Dal nuovo rapporto del Commonwealth Fund
sono 72 milioni gli americani – USA – in età lavorativa che hanno difficoltà nel pagare i debiti di tipo sanitario.
Tra il 2005 e il 2007 la percentuale di chi ha dovuto “arrangiarsi” per pagare il conto delle spese mediche è passata dal 34% al 41%. A questi vanno aggiunti 7 milioni di americani sopra i 65 anni.
Alla base del fenomeno ci sarebbero le non buone condizioni ( eufemismo ehehehe …) dell’economia USA: l’aumento dei combustibili e del cibo, la svalutazione delle case e del denaro.
A essere coolpite in maggior misura sarebbero le famiglie con redditi medio/bassi, che a causa d’interventi medici non coperti dalle loro assicurazioni sono costrette ad attingere i risparmi di una vita di lavoro.
Le strategie adottate dall’attuale governo della Repubblica italiana in fatto di welfare, sanità e politica economica favorirebbero la sanità privata a discapito di quella pubblica …










