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	<title>FreeDoom!!! &#187; microbiologia</title>
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	<description>Epistula non erubescit</description>
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		<title>Diatomea Cymbella</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 16:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoLa1961</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.robertolanza.com/blog/2010/01/25/diatomea-cymbella/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dimensioni: 70 &#8211; 210 μm lunghezza,  25 &#8211; 35 μm larghezza</strong></p>
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		<title>E&#8217; ora di pranzo!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 19:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoLa1961</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo video mostra un leucocita neutrofilo (un tipo di globulo bianco) che insegue e fagocita uno stafilococco aureo (Staphylococcus aureus) . Il video è stato registrato dal professor David Rogers di biochimica dell&#8217;università di Vanderbilt negli anni 50.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertolanza.com/blog/2010/01/22/e-ora-di-pranzo/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Questo video mostra un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neutrofilo" target="_blank">leucocita neutrofilo</a> (un tipo di globulo bianco) che insegue e fagocita uno <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stafilococco_aureo" target="_blank">stafilococco aureo (</a><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stafilococco_aureo" target="_blank">Staphylococcus aureus</a></em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stafilococco_aureo" target="_blank">) </a>. Il video è stato registrato dal professor David Rogers di biochimica dell&#8217;<a href="http://www.vanderbilt.edu/" target="_blank">università di Vanderbilt </a>negli anni 50.</p>
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		<title>Febbre emorragica, senegalese trasferito</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 12:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RoLa1961</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte : www.ilmessaggero.it L&#8217;uomo non è in pericolo di vita, è ricoverato allo Spallanzani Sotto controllo medici e infermieri entrati in contatto con lui TORINO (11 ottobre) &#8211; Caso di febbre emorragica all&#8217;Amedeo di Savoia di Torino. A contrarre il virus, «di origine sconosciuta» secondo i sanitari dell&#8217;ospedale specializzato nella diagnosi e nella cura delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte : <a href="http://www.ilmessaggero.it">www.ilmessaggero.it</a></p>
<p><span class="grigio14b"><strong>L&#8217;uomo non è in pericolo di vita, è ricoverato allo Spallanzani<br />
Sotto controllo medici e infermieri entrati in contatto con lui</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="ebola" src="http://wvlc.uwaterloo.ca/biology475/Emerging_Diseases/Virus_hemorrhagic/ebola.jpg" alt="" width="280" height="181" /></p>
<p class="subtitart"><span class="grigio14b"><span id="more-203"></span><strong></strong></span></p>
<p><!-- bottoni -->TORINO (11 ottobre) &#8211; Caso di febbre emorragica all&#8217;Amedeo di Savoia di Torino. A contrarre il virus, «di origine sconosciuta» secondo i sanitari dell&#8217;ospedale specializzato nella diagnosi e nella cura delle malattie infettive, è stato un senegalese di 44 anni. L&#8217;uomo, in Italia da 20 anni ma rientrato lo scorso 3 ottobre da un viaggio nel suo Paese d&#8217;origine, è stato trasferito a Roma, per essere ricoverato all&#8217;ospedale Spallanzani.</p>
<p><strong>I primi sintomi.</strong> L&#8217;extracomunitario ha accusato i primi sintomi &#8211; febbre alta, vomito, dolori muscolari &#8211; lunedì scorso, due giorni dopo il rientro dal Senegal. Mercoledì, dato che quella che sembrava una normale influenza non accennava a passare, ha deciso di presentarsi in ospedale ed è scattato il ricovero. «Si tratta di febbre emorragica di natura sconosciuta», è la diagnosi del direttore sanitario dell&#8217;Amedeo di Savoia, Paolo Mussano.</p>
<p><strong>Il trasferimento a Roma.</strong> Ieri pomeriggio la decisione di trasferirlo allo Spallanzani di Roma, uno dei pochi centri europei che dispone di laboratori virologici di grado P4 &#8211; il massimo livello di isolamento &#8211; e di personale in grado di manipolare virus a rapida diffusione e pericolosi come l&#8217;Ebola. «Il trasferimento è stato deciso per motivi di sicurezza», si limita ad aggiungere Mussano. La febbre non avrebbe raggiunto la fase emorragica, altamente contagiosa, e il paziente non sarebbe in pericolo di vita. Per precauzione, però, medici e infermieri che sono entrati in contatto con lui sono stati messi sotto controllo.</p>
<p>È stata la prefettura di Torino a predisporre il trasferimento, che ha richiesto l&#8217;intervento di una unità di isolamento aerodinamico del servizio sanitario dell&#8217;Aeronautica Militare. Trasportato all&#8217;aeroporto di Caselle Torinese con un&#8217;ambulanza scortata da polizia e vigili del fuoco, il senegalese è stato imbarcato su uno speciale C130 «in perfetto isolamento dall&#8217;ambiente esterno». Sul velivolo &#8211; partito alle 22.10 di ieri &#8211; lo assistono nove militari, tra Ufficiali medici e infermieri addestrati a questo tipo di emergenze. Il paziente viaggia in una barella chiusa &#8211; la Aircraft Transit Isolators &#8211; per l&#8217;aviotrasporto isolato di pazienti infettivi o contaminati da agenti biologici.</p>
<p><strong>Camera di massimo isolamento</strong>. Al suo arrivo nella capitale, il senegalese è stato prelevato da una ambulanza dell&#8217;Unità speciale di bioprotezione dell&#8217;ospedale Spallanzani, dove sono già scattate le procedure di massima sicurezza per il suo ricovero. E&#8217; stato messo in isolamento, nelle camere sterili a pressione negativa, e sottoposto a tutti i prelievi e gli esami molecolari del caso. Una volta identificata la causa dell&#8217;infezione, verranno messe in atto le cure e le eventuali precauzioni di sanità pubblica.</p>
<p><strong>Nessun rischio contagio, a Torino</strong>. Lo precisano fonti sanitarie del capoluogo piemontese, secondo le quali il virus contratto dall&#8217;uomo non si trasmetterebbe per vie aeree. Il paziente, in Italia da 20 anni e da poco rientrato da un viaggio nel suo Paese, viveva a Torino con due connazionali che, al momento, non accusano nessun sintomo. Le condizioni igieniche del loro appartamento sono state considerate buone dal personale dell&#8217;Asl, che per precauzione ha comunque messo i due coinquilini sotto sorveglianza. Stesso trattamento anche per i medici e gli infermieri dell&#8217;ospedale Amedeo di Savoia, dove il senegalese è stato ricoverato mercoledì scorso. Tutti al momento, precisano le autorità sanitarie, godono di buona salute. L&#8217;uomo non avrebbe avuto contatti con altre persone: rientrato sabato scorso dall&#8217;Africa, dove vive la sua famiglia, ha accusato i primi sintomi influenzali lunedì e non si è quindi presentato al lavoro.</p>
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