Articoli marcati con tag ‘scuola’

Il metodo non può aprire da solo la via del successo se noi non impariamo anche a scoprire l’esistenza dei problemi ed a formularne gli enunciati in modo corretto.
Quando in un certo tempo di ricerca noi troviamo che non c’è più nulla da fare perchè tutto è ormai stato fatto, è proprio allora che la nostra impreparazione e la nostra ignoranza si rivelano nel più chiaro dei modi.
da “Le radiazioni e i loro effetti” Mario Ageno
Boringhieri Torino
1962
A me la cosa peggiore in una scuola sembra l’uso di metodi basati sulla paura, sulla forza e sull’autorità artificiosa. Un tale trattamento distrugge i sentimenti sani, la sincerità e la fiducia in se stesso dell’allievo. Produce dei soggetti sottomessi. (…) È relativamente semplice tenere la scuola lontana da questo gravissimo male. Date all’insegnante il minore numero possibile di mezzi coercitivi, così che l’unica fonte di rispetto da parte dell’allievo sia costituita dalle qualità umane e intellettuali dell’insegnante stesso.
[Albert Einstein, Pensieri degli anni difficili, Boringhieri, Torino 1965, p. 80]
La scuola dovrebbe avere sempre come suo fine che i giovani ne escano con personalità armoniose, non ridotti a specialisti. Questo, secondo me, è vero in certa misura anche per le scuole tecniche, i cui studenti si dedicheranno a una ben determinata professione. Lo sviluppo dell’attitudine generale a pensare e giudicare indipendentemente, dovrebbe sempre essere al primo posto, e non l’acquisizione di conoscenze specializzate.
[Albert Einstein, Pensieri degli anni difficili, Boringhieri, Torino 1965, p. 84]
La scuola deve far sì che un giovane ne esca con una personalità armoniosa e non ridotto a uno specialista.
[Albert Einstein, Pensieri di un uomo curioso, Mondadori, Milano 1997, p. 71]
“Se pensate che l’istruzione sia costosa, provate l’ignoranza”
“If you think education is expensive, try ignorance”.
DereK Bok
Presidente emerito dell’Università di Harvard
FONTE: ADISTA
Tagli per otto miliardi di euro alla scuola statale e risparmi di appena ottocento milioni sul bilancio della Difesa, mille e cinquecento soldati in più e quasi novantamila insegnanti in meno: sono i numeri e gli effetti del decreto del ministro dell’Economia Giulio Tremonti per la “stabilizzazione della finanza pubblica”. Rispetto alle finanziarie dell’ultimo governo Prodi, che hanno aumentato le spese militari del 22% in due anni (v. Adista nn. 83/06; 2 e 77/07), i provvedimenti di Tremonti pongono un freno alle spese militari, riducendole del 4%; ma in confronto alla mannaia che si abbatte sulla scuola statale – il cui bilancio è decurtato del 20% –, i tagli alle Forze armate annunciati dal governo Berlusconi sono una sforbiciata quasi insignificante.
Per leggere l’articolo per intero:
Sito ufficiale della Rete Italiana per il Disarmo
… la NOSTRA COSTITUZIONE, la costituzione della Repubblica italiana e non della repubblica delle banane dove attualmente vivo!!!
PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
RAPPORTI ETICO-SOCIALI
Art. 33.
L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.










